Il Cammino di Oropa è un viaggio a piedi che in quattro giorni collega la pianura vercellese al Santuario di Oropa, il più importante santuario mariano delle Alpi. Ideato nel 2012 dall’associazione Movimento Lento, ricalca in parte la Via Francigena e cambia volto a ogni tappa: si parte tra le risaie e i borghi fortificati della pianura, si sale sulla dorsale della Serra Morenica di Ivrea tra vigneti e laghi, e si arriva ai piedi delle Alpi Biellesi, con l’ultima salita che porta ai 1180 metri di Oropa, sotto il Mucrone.
È un cammino alla portata di molti, bello anche come prima esperienza a tappe: i dislivelli restano gentili fino all’ultima giornata, e lungo la strada non mancano borghi da attraversare, fontane a cui fermarsi e tavole dove sedersi. Chi lo desidera può viverlo come un pellegrinaggio verso uno dei luoghi di culto più amati dell’arco alpino.

Tappa 1. Da Santhià a Roppolo

16,5 km – 230 m di dislivello | facile

Si parte davanti alla stazione di Santhià, sulla Via Francigena, tra campi e risaie su terreno pianeggiante che lascia prendere il passo. Superato Cavaglià si sale al Ricetto di Viverone, borgo fortificato affacciato sull’anfiteatro morenico e sul lago. Da qui si scende dolcemente a Roppolo, dominata dal castello, dove chiude la prima giornata

Informazioni pratiche

Fontanelle: nelle due aree di sosta tra Cavaglià e Santhià, a Cavaglià, al castello di Roppolo.
Servizi: Santhià, Cavaglià e Roppolo.

Tappa 2. Da Roppolo a Sala Biellese

17,6 km – 359 m di dislivello | media

La tappa entra nel cuore della Serra Morenica di Ivrea, alternando vigneti, boschi e piccoli borghi. Si toccano Zimone e il Monastero di Bose, la comunità fondata da Enzo Bianchi, prima di raggiungere Magnano con il suo ricetto medievale ben conservato. Da qui si scende lungo sentieri nascosti nel verde fino a Sala Biellese.

Informazioni pratiche

Fontanelle: al Ricetto di Viverone, a Zimone, al Monastero di Bose, alla chiesa romanica di San Secondo, a Magnano, Torrazzo, Sala Biellese.
Servizi: Roppolo, Zimone, Magnano, Torrazzo, Sala Biellese.

Tappa 3. Da Sala Biellese al Santuario di Graglia

15,7 km – 511 m di dislivello | media

Si lascia la dorsale della Serra e si comincia a salire con gradualità, tra boschi e colline pedemontane. Il tracciato corre a lungo su sentieri affacciati sulla pianura, che accompagnano il passo con ampie vedute. La giornata si chiude al Santuario di Graglia, in quiete, prima dell’ultima e più dura salita verso Oropa.

Informazioni pratiche

Fontanelle: a Sala Biellese, a Donato, sulla salita dopo Netro, a Campiglie e al Santuario di Graglia.
Servizi: Sala Biellese, Donato, Santuario di Graglia.

Tappa 4. Dal Santuario di Graglia al Santuario di Oropa

14,8 km – 755 m di dislivello | difficile

È la tappa più dura e insieme la più bella, quella in cui il cammino entra davvero nelle Alpi Biellesi. Si sale con decisione verso Oropa e, poco prima dell’arrivo a Favaro, si sceglie tra il sentiero D1 e la più dolce variante lungo la vecchia tramvia. In cima attende il Sacro Monte di Oropa, patrimonio UNESCO, meta del viaggio.

Informazioni pratiche

Fontanelle: Santuario di Graglia, Sordevolo, Verdobbio, Oratorio di San Barnaba, Favaro, Santuario di Oropa.
Servizi: Santuario di Graglia, Sordevolo, Pollone (ma lontano dal percorso), Favaro, Santuario di Oropa.

Rientro a Biella

Da Oropa si torna a Biella in autobus (linea che collega il Santuario alla città in circa mezz’ora), e da Biella a Santhià in treno, sulla linea Torino-Milano. In alternativa, chi vuole restare a piedi può scendere a Biella lungo i sentieri della Valle Oropa, mentre i cicloturisti rientrano lungo la CicloVia di Oropa.

Per info e prenotazioni