Con i bambini la montagna si misura in soste, non in chilometri. Un tronco caduto da attraversare, un ruscello da superare saltando sulle pietre, una fontana dove riempire la borraccia: sono questi piccoli momenti a costruire il ricordo di una giornata all’aria aperta, più ancora del panorama che aspetta alla fine del sentiero.

Il Biellese è un territorio ideale per avvicinare i più piccoli alla montagna. In pochi chilometri si passa dalla collina alle quote alpine, attraversando una fascia di territorio fatta di boschi, mulattiere, alpeggi e rifugi: luoghi dove il cammino non è soltanto una meta da raggiungere, ma un’esperienza da vivere.

Abbiamo scelto cinque percorsi distribuiti nelle diverse aree del Biellese e ordinati per difficoltà crescente. Si parte da un anello semplice, pensato anche per chi muove i primi passi sui sentieri, e si arriva a un tratto della Grande Traversata delle Alpi, adatto ai bambini più grandi già abituati a camminare.

1. Bosco del Sorriso, il sentiero delle favole

PARTENZA: Bocchetto Sessera
ARRIVO: Bocchetto Sessera
TIPO DI PERCORSO: anello
LUNGHEZZA: 4,8 km
DURATA: circa 1 ora e 15 minuti
DISLIVELLO: circa 50 m
QUOTA MASSIMA: circa 1.400 m
DIFFICOLTÀ: turistica
ETÀ CONSIGLIATA: dai 3 anni
PERIODO CONSIGLIATO: primavera, estate e autunno
PUNTI DI INTERESSE: Favole del Bosco, Eremo di Maria, foresta dell’Oasi Zegna
SERVIZI: parcheggio, punti ristoro nelle vicinanze, attività per famiglie a Bielmonte
DA SAPERE: percorso semplice, ma da affrontare con scarpe adatte da trekking

Nel cuore dell’Oasi Zegna il Bosco del Sorriso è uno dei percorsi più adatti alle famiglie. L’anello attraversa una foresta di faggi, abeti e betulle lungo un tracciato semplice e immerso nel verde, dove il bosco diventa parte integrante dell’esperienza.

Lungo il percorso tre aree di sosta ospitano grandi libri in legno di cedro con le Favole del Bosco, racconti ispirati agli alberi e agli animali che popolano questa zona. Una modalità originale per accompagnare i bambini alla scoperta della natura, trasformando la passeggiata in una piccola esplorazione.

Il sentiero conduce anche all’Eremo di Maria, una cappella immersa nel bosco che può essere visitata ritirando la chiave presso la Locanda Bocchetto Sessera.

Un percorso facile, con poco dislivello e numerose occasioni per fermarsi: l’ideale per una prima esperienza in montagna.

2. Parco Burcina, il giardino che sembra un bosco

PARTENZA: ingresso del Parco Burcina
ARRIVO: percorso ad anello nel parco
TIPO DI PERCORSO: anello
LUNGHEZZA: variabile in base all’itinerario scelto
DURATA: circa 2 ore
DISLIVELLO: circa 200-250 m
QUOTA MASSIMA: circa 830 m
DIFFICOLTÀ: turistica
ETÀ CONSIGLIATA: dai 3 anni
PERIODO CONSIGLIATO: tutto l’anno
PUNTI DI INTERESSE: Conca dei Rododendri, alberi monumentali, punti panoramici
SERVIZI: aree picnic, parcheggio, punti ristoro nelle vicinanze
DA SAPERE: il parco è accessibile gratuitamente negli orari di apertura

La Burcina è uno di quei luoghi dove una passeggiata diventa facilmente un viaggio nella natura. Nato come giardino della famiglia Piacenza nell’Ottocento e aperto al pubblico nel 1934, il parco si estende oggi su circa 57 ettari di collina alle porte di Biella.

Qui non serve affrontare un vero sentiero di montagna per vivere il paesaggio: le strade interne del parco salgono con pendenza regolare tra alberi monumentali, prati e punti panoramici. Durante il percorso si incontrano una faggeta, un laghetto, il viale dei liriodendri e specie particolari come le sequoie e l’albero dei fazzoletti.

Il momento più spettacolare è la primavera, quando la Conca dei Rododendri si colora durante la fioritura, ma la Burcina merita una visita in ogni stagione: d’estate per il fresco del bosco, in autunno per i colori delle foglie.

Dalla cima lo sguardo si apre sulla pianura e, nelle giornate più limpide, sull’arco alpino.

3. Rifugio La Ciota, una prima escursione nel bosco

PARTENZA: Piane di Coggiola
ARRIVO: Rifugio La Ciota
TIPO DI PERCORSO: andata e ritorno
LUNGHEZZA: circa 2,3 km
DURATA: circa 40-45 minuti in salita
DISLIVELLO: circa 240 m
QUOTA MASSIMA: circa 1.200 m
DIFFICOLTÀ: escursionistica facile
ETÀ CONSIGLIATA: dai 6 anni
PERIODO CONSIGLIATO: primavera, estate e autunno
PUNTI DI INTERESSE: boschi della Valsessera, rifugio, panorami sul Monte Barone
SERVIZI: rifugio (verificare aperture)
DA SAPERE: il percorso successivo verso il Monte Barone è più impegnativo

Per chi ha già affrontato qualche passeggiata, il Rifugio La Ciota rappresenta un primo passo verso un’escursione più completa. Il sentiero attraversa il bosco della Valsessera e porta a una meta concreta: un rifugio dove fermarsi, riposare e godersi il risultato della salita.

Il percorso è breve ma restituisce tutte le sensazioni della montagna: il cambio di ambiente, il rumore dell’acqua, la soddisfazione di arrivare a destinazione.

Dal rifugio il sentiero continua verso il Monte Barone, ma il tratto successivo richiede maggiore esperienza. Per le famiglie con bambini il consiglio è considerare La Ciota come punto di arrivo.

4. La Trappa di Sordevolo, il monastero nel verde

PARTENZA: Sordevolo, Valle Elvo
ARRIVO: La Trappa
TIPO DI PERCORSO: andata e ritorno (possibili varianti ad anello)
LUNGHEZZA: circa 4-5 km complessivi (in base al percorso scelto)
DURATA: circa 1 ora in salita
DISLIVELLO: circa 300 m
QUOTA MASSIMA: circa 1.000 m
DIFFICOLTÀ: escursionistica facile
ETÀ CONSIGLIATA: dai 6 anni
PERIODO CONSIGLIATO: primavera, estate e autunno
PUNTI DI INTERESSE: antico monastero, paesaggio della Valle Elvo, pascoli e boschi
SERVIZI: aree per la sosta, possibilità di ristoro in occasione delle aperture previste
DA SAPERE: la Trappa non è raggiungibile in auto; verificare sempre giorni e orari di apertura

Ci sono luoghi che diventano una meta già durante il cammino. La Trappa di Sordevolo è uno di questi: non si raggiunge in automobile, ma solo seguendo un percorso a piedi che attraversa boschi, pascoli e antiche mulattiere.

La salita parte dal paese di Sordevolo e accompagna lentamente verso i mille metri di quota, fino all’antico complesso monastico costruito alla fine del Settecento dai monaci trappisti. Oggi la struttura fa parte dell’Ecomuseo Valle Elvo e Serra ed è un luogo dove fermarsi, conoscere la storia del territorio e godersi il paesaggio.

Per i bambini il fascino sta proprio nella destinazione: arrivare a un edificio isolato tra i prati, dove sembra che il tempo si sia fermato, rende la camminata più simile a una piccola esplorazione.

Davanti alla Trappa c’è spazio per una pausa all’aperto, mentre il complesso ospita attività culturali, momenti di accoglienza e occasioni di ristoro in base al calendario di apertura.

5. Selle di Rosazza, il primo trekking sulle Alpi Biellesi

PARTENZA: Parco Ravere, Piedicavallo
ARRIVO: Selle di Rosazza – Rifugio Madonna della Neve
TIPO DI PERCORSO: andata e ritorno
LUNGHEZZA: circa 6 km complessivi
DURATA: circa 3 ore complessive
DISLIVELLO: circa 440 m
QUOTA MASSIMA: circa 1.480 m
DIFFICOLTÀ: escursionistica
ETÀ CONSIGLIATA: dagli 8 anni
PERIODO CONSIGLIATO: tarda primavera, estate e inizio autunno
PUNTI DI INTERESSE: Valle Cervo, ponte storico di Piedicavallo, baite, Rifugio Madonna della Neve, panorami alpini
SERVIZI: rifugio (verificare aperture)
DA SAPERE: alcuni tratti possono essere impegnativi con bambini piccoli; prestare attenzione alle condizioni del sentiero in inverno e primavera

L’ultimo itinerario è quello che introduce davvero alla dimensione del trekking alpino. Non è il percorso da scegliere per la prima camminata in assoluto, ma può essere il passo successivo per bambini abituati a stare sui sentieri.

Da Piedicavallo si attraversa il caratteristico ponte in pietra sul torrente Cervo e si sale lungo il sentiero che conduce verso le Selle di Rosazza, seguendo un tratto della Grande Traversata delle Alpi. Il percorso attraversa boschi, passa accanto a vecchie baite e regala progressivamente viste sempre più ampie sulla Valle Cervo.

La meta è il Rifugio Madonna della Neve, posto in una conca panoramica dove fermarsi per una pausa prima del rientro. Per chi ha ancora energie, l’ambiente circostante offre ulteriori possibilità di esplorazione verso gli alpeggi vicini.

È un’escursione che richiede più impegno rispetto alle precedenti, ma rappresenta anche una grande soddisfazione per i giovani camminatori: arrivare lassù significa aver conquistato una vera giornata di montagna.

Tre regole che valgono per tutti i cinque percorsi

1. Considerare i tempi dei bambini

I tempi indicati sono quelli medi di percorrenza. Con i più piccoli il ritmo cambia: le soste per osservare, giocare o semplicemente prendere fiato fanno parte dell’esperienza, non sono un rallentamento.

2. Verificare sempre aperture e servizi

Rifugi, punti ristoro e strutture di accoglienza seguono spesso calendari stagionali. Una telefonata prima della partenza evita brutte sorprese, soprattutto quando si cammina con bambini.

3. L’attrezzatura conta anche sui sentieri facili

Scarpe chiuse con buona suola, acqua sufficiente e abbigliamento adatto alla quota sono indispensabili anche per i percorsi più semplici. In montagna il meteo può cambiare rapidamente.

Cinque itinerari diversi, un unico filo conduttore: nel Biellese la montagna sa adattarsi ai tempi delle famiglie. Perché spesso il ricordo più bello non è la cima raggiunta, ma tutto quello che succede lungo il sentiero.

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di Silvio Aimi